Un adolescente alle soglie del suo diciottesimo compleanno. Un'estate a Riccione. Le notti, le discoteche, la spiaggia della riviera adriatica. La protagonista di queste storie riccionesi racconta in prima persona di una sua estate trascorsa in un appartamento condiviso con amici rifugge la "normalità" degli adulti. Fluo, con il linguaggio inedito e contaminato e nel suo stile immaginifico, narra storie di vita di giovani degli anni novanta, che vivono una loro esistenza accelerata, dissipatoria talora irresponsabile, e sono insieme trasgressivi e sognatori, iper-consumisti e super-omisti.
"Mi piace chiudere gli occhi. Proiezioni acide riempiono la stanza creando giochi lisergici silenziosi. Le mie gambe si muovono lentamente sotto rete lurex abbondamente smagliata. Adoro le smagliature, i buchi vistosi. Vorrei partecipare a serate di gala lucidate a nuovo coperta solo da un certo plaid semicarbonizzato e da un bikini più micro del dovuto. Così, tranquillamente, provocare scandali lanciando ragni liofilizzati".
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